
3) Paolo e i filosofi greci.
Numerosi sono gli aspetti filosoficamente rilevanti del pensiero
di san Paolo (la sua dottrina sulla libert, sui modi di essere,
eccetera). Proponiamo la lettura della descrizione dell'incontro
di Paolo con i filosofi di Atene, in cui emerge - nonostante il
tentativo di rifarsi a parametri culturali dei Greci - la
difficolt del cristianesimo a parlare la stessa lingua dei Greci;
questa difficolt produrr una lunga serie di incomprensioni e di
conflitti

Atti degli Apostoli, 17, 16-34 (vedi manuale pagina 217).

a) Paolo ad Atene.

    Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al
vedere la citt piena di idoli. Discuteva frattanto nella sinagoga
con i Giudei e i pagani credenti in Dio e ogni giorno sulla piazza
principale con quelli che incontrava. Anche certi filosofi
epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano: Che cosa
vorr mai insegnare questo ciarlatano?. E altri: Sembra essere
un annunziatore di divinit straniere; poich annunziava Ges e
la resurrezione. Presolo con s, lo condussero sull'Areopago e
dissero: Possiamo dunque sapere qual  questa nuova dottrina
predicata da te? Cose strane per vero ci metti negli orecchi;
desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta. Tutti gli
Ateniesi infatti e gli stranieri col residenti non avevano
passatempo pi gradito che parlare e sentir parlare

b) Discorso di Paolo davanti all'Areopago.

1   Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areopago, disse:
Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli
di. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto,
ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: "Al Dio ignoto". Quello
che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha
fatto il mondo e tutto ci che contiene, che  signore del cielo e
della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo
n dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno
di qualche cosa, essendo lui che d a tutti la vita e il respiro e
ogni cosa. Egli cre da uno solo tutte le nazioni degli uomini,
perch abitassero su tutta la faccia della Terra. Per essi ha
stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perch
cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni,
bench non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti han
detto:
Poich di lui stirpe noi siamo..
 2  Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la
divinit sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti
l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana. Dopo esser
passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli
uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poich egli ha stabilito
un giorno nel quale dovr giudicare la Terra con giustizia per
mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova
sicura con il risuscitarlo dai morti.
    Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo
deridevano, altri dissero: Ti sentiremo su questo un'altra
volta. Cos Paolo usc da quella riunione. Ma alcuni aderirono a
lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi l'Areopagita,
una donna di nome Damaride e altri con loro.
 (La Bibbia di Gerusalemme, EDB-Borla, Bologna, 1971, pagine 2369-
2371)

